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24

Ott

Presentazione squadre nuova stagione

Sabato 19 è andata in scena al Palazzetto di Via dello Sport la presentazione  di tutte le squadre della nostra società per la nuova stagione agonistica.

Decine e decine di bambini hanno invaso il Palasport regalando immagini indimenticabili ai presenti, sfilando uno ad uno per la foto ufficiale di rito e posando in gruppo insieme ai ragazzi della prima squadra.

A squadre schierate, il colpo d'occhio è di quelli che stupiscono, in genere gioia esclusiva di chi si occupa di settore femminile o addirittura di entrambi, ma merce rara per chi come noi ha scelto di occuparsi solo di maschietti.  

In periodi in cui si parla sempre di più di calo delle iscrizioni nel settore maschile, dove società di più paesi si fondono per formare squadre giovanili, la nostra si può considerare, senza dubbio, una rarità, visto il continuo incremento degli iscritti da alcuni anni a questa parte.

Tutte le categorie rappresentate dall'Under 18 in giù, fino ad arrivare ai più piccoli dell'S3,  passando per la doppia squadra in Under 16, tutte formate da ragazzi cresciuti nel nostro vivaio.

Consueto discorso inaugurale del nostro Ds Francesco Masala, prodigo nel ribadire la "mission" societaria, ricordando la ferma volontà di fare bene la pallavolo come veicolo per infondere nei ragazzi buoni principi e granitici valori utili nella vita.

Ecco alcune sue considerazioni, un po' polemiche con il movimento : " E' stata una di quelle giornate da ricordare, raramente eravamo riusciti a radunare  le squadre tutte assieme, le occasioni sono sempre poche ed il tempo talvolta non è galantuomo. Ne è valsa pero' la pena, queste foto sono veramente uno spot per la nostra società, racchiudono in uno scatto tutto quello che pensiamo sul fare pallavolo che, come dice il nostro totem,  è "Più di una passione ". La commistione con i ragazzi della prima squadra è stato un buon esempio di integrazione: i più piccoli hanno capito cosa e quanto devono fare per arrivarci e quanto noi contiamo su di loro per il nostro futuro.

Qualcuno ogni tanto ci chiede quale sia la ricetta giusta per avere così tanti iscritti e noi gli rispondiamo sempre nello stesso modo, ovvero rispettare tre sani principi che tutti considerano scontati, ma che spesso nessuno applica: investire risorse economiche e personali sul settore giovanile, dedicargli ottimi allenatori, credere nei propri ragazzi e cercare di crescerli tutti insieme indipendentemente dai risultati. I primi due punti sembrano semplici, in teoria,  ma alla fine sono i meno attuati, ma quello di cui noi andiamo più fieri è sicuramente il terzo, ovvero quello che ci differenzia da tutti gli altri proprio per un diverso approccio concettuale, in totale controtendenza alle nuove abitudini. 

Il nostro pensiero è che non si possa fare qualità se non si ha quantità e che la priorità assoluta del settore maschile oggi è ricominciare a riempire le palestre e tornare ad avere tante squadre in campo. Il nostro obiettivo è cercare di abbassare al minimo il tasso di abbandono, cercando di coinvolgere tutti e allungare il più possibile la loro "carriera" pallavolistica, consapevoli che indipendentemente dal loro valore tecnico, i ragazzi che continuano a giocare siano comunque una risorsa per tutti, ad ogni latitudine e categoria, anche a costo di rimetterci. Senza contare che se si riesce ad incrementare gli iscritti si può lavorare su di un numero più vasto e si ha più possibilità di trovare il talento. Sembrerebbe tutto scontato ma non è così. Ormai è passato l'errato messaggio che le società debbano fare qualità a tutti i costi ( che poi quale sia il livello giusto per definire "qualità" ancora non si è capito ) e che la si possa fare soltanto radunando insieme buoni giocatori da diverse società, costituendo dei gruppi più competitivi, utili soltanto a vincere il campionatino di categoria per far divertire un gruppo ristretto di atleti/genitori/dirigenti/allenatori.

Intanto è tutto da dimostrare che si riesca  a lavorare meglio, visto che spesso queste squadre si allenano poco insieme e per periodi ristretti, ma soprattutto pochi si pongono il problema dell'effetto collaterale che queste scelte portano a lungo termine : quanti ragazzi hanno smesso di giocare per queste scelte? quanti di essi non sono più protagonisti in campo come lo sarebbero stati nella propria squadretta di amici e quindi meno contenti e meno migliorati ? quale riflesso negativo può avere, su di un bimbo, l'essere scartato e non avere alcuna alternativa tecnica? siamo sicuri che la scusa "ne abbiamo pochi ecco perchè ci uniamo " sia la vera motivazione che spinge tanti allenatori e dirigenti a fare queste scelte?

Noi crediamo sinceramente di no.....e non riteniamo possibile riscontrare come le squadre iscritte un anno X  in under 14 siano totalmente diverse da quelle iscritte in under 16 due anni dopo, a dimostrazione di quante traslazioni di atleti da una società ad un'altra vengano effettuate. Noi pensiamo che con questa tendenza la pallavolo maschile possa andare poco lontano, come del resto crediamo che anche la Federazione debba fare la sua parte stimolando le società a fare settore giovanile o punendo adeguatamente quelle tante società ( anche di serie B ) che non ne fanno per niente. Come si può fare soltanto 2-3 mila euro di multa a chi non ha nessuna squadra giovanile, quando questa cifra non basta nemmeno per pagare un semplice allenatore di under 13, accettando però di buon grado che le stesse società spendano tante risorse economiche per costruire squadre competitive per andare in serie A ? Come non si può premiare adeguatamente chi tiene in piedi il sistema investendo tempo, denaro ed energie nei giovani, rinunciando talvolta ad ottenere risultati con la prima squadra?

Noi preferiamo essere quelli che hanno rinunciato alla serie B, ma che non rinunceranno mai a quella che è la vera missione di una società : INSEGNARE PALLAVOLO "

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