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22

Nov

" Il lupo perde il pelo ma non il vizio "

Editoriale di Francesco Masala

Leggo con poca sorpresa il comunicato della Lega con i relativi provvedimenti disciplinari,  e la prima frase che mi viene in mente è : "il lupo perde il pelo ma non il vizio "

https://www.volleyball.it/superlega-provvedimenti-disciplinari-lagonegro-caldo-uno-spettatore-colpisce-il-primo-arbitro-presidente-stop-di-21-giorni/

Esattamente il 2 Giugno 2016 uscivamo dalla corsa play off verso la serie A in una terribile gara 3 di semifinale proprio contro Lagonegro, delusi per la sconfitta patita sul campo ma enormemente arrabbiati per quanto il fattore campo avesse influito decisamente sulla serie.

Ricordo benissimo le facce contente dei dirigenti, con il Presidente Carlo Magno in testa,  che ci venivano a fare i complimenti, come non scordero' mai il "vaffa" liberatorio del mio scoutman allo stesso Presidente, frustato per non aver potuto svolgere il proprio lavoro per la "mancata" corrente alla presa.....

In quella partita ( e nella precedente  gara 1 ) successe un po' di tutto, dove la parola fair play tanto decantata dai padroni di casa nel post partita, è forse la cosa piu' lontana dal significato stesso della frase.

In appendice all'articolo della gara, io stesso fui portato a scrivere alcune righe, dove si faceva appello chiaramente alla Federazione su quale strada si volesse intraprendere, un appello tanto piu' attuale oggi, dove le stesse persone e lo stesso pubblico dimostrano ancora una volta che per stare nel nostro mondo dovranno cambiare decisamente marcia.

Fu un appello deciso, forte, ma di poco peso, fatto da una società di provincia che per la prima volta aveva la possibiltà di realizzare un sogno, e che sembro' il giorno dopo quasi una ricerca di scuse per la sconfitta subita, quasi un "piantino" da parte di chi non sa perdere...

Ve lo riporto testualmente, dove noterete come il modus operandi di oggi è lo stesso di allora, con la differenza che questa volta gli arbitri ne hanno subito le conseguenze......perchè non è arrivata la vittoria....

" Essendo il responsabile della società mi prendo l'onere di scrivere questa piccola appendice all'articolo, perché mi sembrava doveroso e giusto farlo.

Nella pallavolo da decenni vigono regole rigidissime cui tutti siamo tenuti a rispettare, in silenzio, senza controbattere:  non passa partita in cui la coppia arbitrale scende in campo a controllare millimetricamente l'angolazione delle bande laterali, la posizione delle panchine in linea con la riga dei tre metri, la rete perfettamente all'altezza giusta, non si puo' rivolgersi all'arbitro con fare irrispettoso salvo prendere gialli e rossi con molta facilità, si prendono multe salate come il pubblico è rumoroso con la coppia arbitrale ( cento euro proprio l'altra settimana in serie D per colpa di un babbo troppo focoso ) ecc . ecc

Poi vai a disputare un play off di B1, che rappresenta una delle  massime espressioni del nostro movimento, e cosa trovi?  Un campo non regolamentare con l'omologa, con delle transenne a due metri dal fondo in ambo i lati ( si dice per permettere di inserire dei tavoli per il nostro scout man ). Rimango stupito del permissivismo degli arbitri, in questi casi molto rigidi, ma quello che piu' conta, è che si permette anche al pubblico ad accedere in questa zona, e che non ha nulla da fare se non quello di aggiungersi al già calorosissimo pubblico che con casse amplificate e microfono festeggia ed incita i suoi beniamini.

Lo stesso pubblico che ogni volta che qualcuno si avvicina per battere in salto, urla a pochi centimetri dal giocatore e strombazza con una tromba nell'orecchio del malcapitato. Quando Galabinov sfinito da tale comportamento lo fa presente al primo arbitro, quest'ultimo prima cerca di farli smettere con una manina, poi tira dritto e gioca e se ne frega se poi gli stessi cambiano campo ogni set per tornare a rifare quello che non potrebbero fare in una zona non regolamentare e per giunta non disponibile per il pubblico.

Ora....qui non si tratta di accettare o meno la sconfitta, che come l'articolo spiega bene è stata anche meritata nei limiti del vantaggio campo, né la colpa di tali atteggiamenti puo' ricadere sui giocatori e tecnici che come noi hanno fatto tanta fatica per arrivare sin li, pero'  dobbiamo capire dove vogliamo andare .....

Se il nostro obiettivo e prendere le brutte pieghe del calcio, dove il tifo è bello nella stessa proporzione in cui riesce ad influire negativamente sulla prestazione degli avversari, allora quello che è successo va bene e mi va bene anche il buonismo finale di alcuni dirigenti che prima inveivano a gran voce sui nostri giocatori e poi organizzavano il trasloco dei trombettisti da un campo ad un altro contenti del risultato ottenuto.

Ma per quanto mi riguarda, io mi tengo la MIA pallavolo, dove il tifo è sempre dentro a quel limite invalicabile della antisportività e dove si gioisce per un errore dell'avversario senza esserne complici,  e non si parte all'arrembaggio verso un presidente ( il nostro ) che chiede di smetterla con questi atteggiamenti. Come non posso accettare che arbitri di tale esperienza abbiano permesso che succedesse tutto questo e non abbiano avuto la forza, che il regolamento per altro gli dava, di farli cessare.

Se si fosse ad XFACTOR,  io direi PER ME E' NO !!

E neanche accetto che nel dopo partita gli stessi arbitri ci abbiano dato ragione promettendoci un trattamento ugualmente vantaggioso in una prossima partita !!!

Per me arriva IL SECONDO NO !!

Per inciso, il tavolo dello scoutman che avrebbe giusitifcato le nuove zone "franche", era stato richiesto proprio da me,  perchè in gara 1 non ci era stato dato nessun supporto e spazio per svolgere il nostro lavoro, costringendoci a lavorare in tribuna insieme ai tifosi ospiti.

In gara 3, il tavolo c'era, ma non c'era la corrente !!! Nulla di fatto.....

Che vi devo dire, PER ME QUI SCATTA IL TERZO NO !!! "

 Ora io mi chiedo con ancora piu' forza quale strada vogliamo intraprendere.......vogliamo un giorno arrivare alla situazione del calcio dove lo stadio è sempre zona franca e dove tutto è permesso ? Vogliamo arrivare ad aver paura di giocare in certi palazzetti o ancor di piu' far venire paura agli arbitri designati su certi campi ? Vogliamo rinunciare alla bellezza del nostro sport dove famiglie con bambini e donne comprese possono sedere vicino ai tifosi avversari senza che ci sia un solo problema? 

Io credo che questo nessuno lo voglia, e credo che a questo comunicato debba seguire una posizione forte della Federazione e della Lega, che mettano bene i puntini sulla I , e che a sanzioni oggi di media entità seguano un domani per i recidivi pene piu' definitive,  in modo che certe situazioni non si ripetano mai piu', soprattutto in campionati importanti come la serie A che fanno da cassa di risonanza per tutto il movimento e ne rappresentano la facciata piu' bella. 

Oggi per me arriva IL QUARTO NO !!!!